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Home Articoli Politica Il Peloso Perbenismo Borghese, La Rabbia Educata Degli Indignati E La Fabbrica Del Dissenso-Consenso (di Carlo Cerciello)
Il Peloso Perbenismo Borghese, La Rabbia Educata Degli Indignati E La Fabbrica Del Dissenso-Consenso (di Carlo Cerciello) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Lunedì 17 Ottobre 2011 05:50
15 Ottobre 2011
Il Peloso Perbenismo Borghese, La Rabbia Educata Degli Indignati E La Fabbrica Del Dissenso-Consenso (di Carlo Cerciello)

http://italy.indymedia.org/node/1380

Indymedia Italia

In tutto il mondo, la popolazione protesta per la violenza con cui i gerarchi mondiali della finanza, tolgono il futuro all'umanita' intera. Il capitalismo muore suicida, nelle mani di finanzieri senza scrupoli e tra gli ultimi rantoli della sua lenta morte, tenta di aggrapparsi a soluzioni immorali, che, di fatto, condannano operai, lavoratori, studenti, precari, pensionati, donne, ad una poverta' senza sbocchi, mentre una percentuale molto bassa di ricchi delinquenti, affaristi truffaldini, governa interi stati pro domo sua, gozzoviglia tronfia sui resti della costituzione, compra e vende potere, ma soprattutto uccide ogni speranza di futuro e dignita'.

Quella del potere e' violenza pura, ma, mentre quella del potere, per il perbenismo borghese bipartisan, e' una violenza legittima, quella dei popoli, invece, e' terrorismo, teppismo, illegalita'.

La tecnica e' quella di fingere di accettare il dissenso, avete sentito persino Draghi, definirsi comicamente solidale con gli Indignados, sempre che ci si comporti in maniera educata e rispettosa delle istituzionni, quelle stesse che loro gettano tutti i santi giorni nel cesso.

Il gioco e' sempre lo stesso, la fabbrica del consenso-dissenso, opera con gli stessi meccanismi di sempre.

"Si cerca il rispetto dell'ordine sociale costituito" spiega Michel Chossudovsky, economista canadese,che dirige il Centre for Research on Globalization, professore di economia all'Universita' di Ottawa, insegnante presso numerose universita' di altri paesi, collaboratore di diversi programmi delle Nazioni Unite, autore di numerose pubblicazioni, che e' considerato uno dei massimi esperti mondiali in tema di globalizzazione.

"La fabbricazione del consenso e' la presentazione, all'opinione pubblica, della narrazione principale dei mezzi di comunicazione, delle loro bugie e falsita'. Sotto l'illusione del capitalismo attuale, deve prevalere l'illusione della democrazia. E' nell'interesse delle elites corporative accettare il dissenso e la protesta come una caratteristica del sistema, nella misura in cui non mettano in pericolo l'ordine sociale costituito. Il proposito non e' reprimere il dissenso, al contrario, dar forma e modellare il movimento di protesta, per stabilire i limiti del dissenso. Per mantenere la loro legittimita', le elites economiche favoriscono forme di opposizione limitate e controllate, con il fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta, che potrebbero colpire le fondamenta stesse e le istituzioni del capitalismo globale. In altre parole "la fabbricazione della dissenso" agisce come "una valvola di sicurezza", che protegge e sostiene il nuovo ordine mondiale."

Cio' spiega perche', va bene che i popoli protestino, purche' lo facciano mantenendo intatto il "sistema". Nell'ambito, cioe', del cosiddetto "ordine democratico", dunque, tutto ok, ad esempio, se protestano quei sindacati "costruttivi", funzionali, cioe', al padronato capitalista, quali CISL e UIL, guai, invece, se si appartiene alla FIOM. In tal caso, le condanne di eresia, i comportamenti vessatori si sprecano e gli operai, rei di pretendere i loro diritti, la propria dignita', il proprio futuro, la propria vita, sono facinorosi e minano la stabilita' economica stessa degli loro compagni di lavoro e del Paese.

Gli studenti e' giusto che protestino, sono liberi di farlo, ma se lo fanno davanti al Palazzo del Governo, sono dei teppisti che agiscono contro le Istituzioni del Paese.

La tecnica collaudata del "sistema" e' la seguente: cavalcare il dissenso in nome del diritto democratico ad esprimerlo liberamente, in modo da creare l'illusione della democrazia, per poi, screditare il dissenso "reale", il dissenso "politico" come violento e facinoroso, laddove esso si esprima con conseguente veemenza e fermezza.

In nome del ritorno all'ordine costituito, per la "santa pacificazione borghese", tutti devono concorrere, maggioranza e opposizione, tutti dentro le "sante regole" del "santo capitalismo mondiale".

Addirittura, udite, udite, il signor Chossudovsky, che forse e' pazzo, ma non pare sia ricercato, ci racconta che: "Le elites economiche - che controllano grandi fondazioni - sovrintendono anche al finanziamento di numerose organizzazioni non governative e della societa' civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro l'ordine economico e sociale costituito. I programmi di molte organizzazioni non governative e movimenti popolari dipendono in gran parte tanto dai fondi pubblici, quanto da quelli privati, comprese le fondazioni Ford, Rockefeller, McCarthy e via dicendo. L'obiettivo e' la "fabbricazione del dissenso" e la definizione di limiti "politicamente corretti" dell'opposizione."

Guardo alcune immagini di prevedibile violenza, e, a meno che qualcuno abbia creduto che la giornata mondiale della rabbia fosse una passeggiata ecologista dell'azione cattolica, sta, ovviamente, succerenno 'o burdello!

Naturalmente si parla di black bloc, si sprecano le esecrazioni bipartisan e quelle del puttaniere e della sua gang, tutto il fronte del perbenismo, del qualunquismo e del malaffare, si schiera contro i cosiddetti facinorosi che protestano SENZA CHIEDERE SCUSA E PER PIACERE.

Questi cattivoni convenuti a Roma, sono ineducati, sono stufi di prenderlo nel culo silenziosamente, non sono figli di papa' come i Renzi o i Trota, ma sono incazzati veri, gente che si e' rotta i coglioni sul serio, come in Grecia, come in tutto il resto del mondo.
Carlo Cerciello

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Fonte: Il Peloso Perbenismo Borghese, La Rabbia Educata Degli Indignati E La Fabbrica Del Dissenso-Consenso (di Carlo Cerciello)
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